STUDIO DI GEOLOGIA TECNICA CARIERI
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VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI FRANA
Lanalisi completa del rischio di frana
prevede:
Descrizione
dello stato della natura |
Attraverso la redazione di carte riguardanti
le cause e gli effetti di una frana.
Tra le cause ci sono le caratteristiche
composizionali, tessiturali, strutturali e stratigrafiche dei litotipi; storia tettonica e
sismica dellarea; caratteristiche delle falde acquifere; fattori meteorologici;
fattori antropici e connessi alluso del suolo
Con indagini geomorfologiche si possono realizzare carte inventario dei fenomeni
franosi esistenti ed individuare aree con potenziale instabilità dei versanti.Si
cartografano: le tipologie di movimento, lo stato di attività, lestensione areale,
la profondità stimata, la velocità e direzione del moto.
Valutata in base alle conseguenze attese in
termini di danni socio-economici, perdite umane, velocità del movimento, volume della
massa spostata.
Pericolosità significa quanto è imprevedibile
un fenomeno franoso di date caratteristiche. La valutazione della pericolosità prevede :
¨ previsione spaziale (dove avverrà),
¨ previsione temporale (quando avverrà)
¨ previsione dellevoluzione (distanza di propagazione, limiti di
retrogressione)
La previsione spaziale si può fare
prendendo la carta delle frane e vedendo dove storicamente si sono avute frane (si
possono riattivare specialmente se interessanti peliti) e sovrapponendola alla geologica.
Si ottiene la % di affioramento interessata da frane, disegnando isoplete (linee di ugual
%).
Amadesi prevede invece di considerare 4 tematismi
principali:litologia (divisa in 10 classi) pendenza versanti (divisa in 5 classi),
struttura e giacitura (9 classi) e uso del suolo (4 classi); ogni classe è indicizzata
con un peso che ne esprime linfluenza sulla stabilità. Dalla somma algebrica dei
pesi relativi ai 4 tematismi si ottiene una zonazione della stabilità dei versanti.
Si può anche ricorrere allanalisi
statistica suddividendo il territorio in domini elementari omogenei , delimitati da
confini geometrici (celle) o morfologici; parametrizzando secondo criteri più o meno
soggettivi di ogni fattore dellinstabilità dei versanti; rappresentando
cartograficamente le classi di valori assunti da ogni fattore nellambito di ogni
dominio elementare nel quale è stato suddiviso il territorio (zonazione) e poi elaborando
modelli statistici multivariati in grado di spiegare la distribuzione delle frane.
Volendo si può scegliere lanalisi
morfometrica che si basa sulla considerazione che un versante a pendenza notevole è più
passibile di frana di un versante poco pendente.
Si basa sullapplicazione della formula:
tanß = 1-m ?w tan ?r / y
dove ß= pendenza limite
?w= peso di volume dellacqua
?= peso di volume del terreno
m= altezza superficie piezometrica sopra
la superficie di scorrimento
profondità superficie di scorrimento
m=0 a secco
m=1 per falda a piano campagna
?r= angolo di attrito residuo che può
essere sostituito dallangolo di attrito di picco se si considerano terreni granulari o coesivi normalconsolidati.
La previsione temporale se si hanno dati sui tempi di ritorno, si
basa sulla formula:
H= 1- (1-P)N= 1- (1-1 ) N /
T
Dove H=pericolosità (probabilità di un
evento franoso in un periodo di N anni
P=probabilità di un evento franoso.
Quando non si dispone di dati sui tempi di
ritorno si ricorre allanalisi di quei fattori naturali per i quali si dispone di
misure sistematiche nel tempo e che sono correlabili con linnesco di movimenti
franosi.Le cause più comuni di frana sono: le precipitazioni, lattività antropica,
lerosione e le scosse sismiche.
P= Pprec + P antrop +P
eross +Psisma
La previsione dellevoluzione significa individuare larea che sarà
interessata dalla frana. Se ho una frana di scivolamento , il bacino di pericolosità
sarà dato dallestensione del versante, se ho colate di detrito coinciderà con il
bacino in senso idrografico.Si può prevedere la distanza di propagazione con il metodo
delle linee di energia(modello a slitta), che richiede la conoscenza della geometria del
problema, una stima dellangolo di attrito apparente.
Definizione degli elementi a rischio |
Pero ogni tipologia di elemento a rischio,
si può quantificare un valore W espresso dal numero di unità esposte N o dallarea
esposta S. SI Può considerare un valore monetario, moltiplicando W per un costo unitario.
Per il calcolo del valore totale degli
elementi a rischio, si applica:
W= [R (M-E)] N ab+N edC ed+C
str+ Cmorf
Dove R= reddito medio abitanti
M= età media di morte abitanti
E= età media abitanti
N ab= n° abitanti
N ed= n° edifici
C ed= costo medio degli edifici
C str= costo delle strutture e
infrastrutture
Cmorf = costo delle modificazioni
morfologiche
W va moltiplicato per un appropriato indice
di vulnerabilità.
Esprime il grado di perdita prodotto su un
elemento a rischio e dipende dal tipo di elemento a rischio e dallintensità del
fenomeno franoso.
V=P (probabilità che un elemento subisca un
certo danno per il verificarsi di un dato fenomeno di data intensità). In una forma più
completa:
V= Vs + Vt +Vl
Dove Vs= probabilità che un elemento sia
interessato da una frana
Vt=variabilità nel tempo degli elementi a
rischio ( per es. possibilità che un edificio durante il verificarsi della frana sia
occupato da persone)
Vl= probabilità di perdita di vita per ogni
occupante ledificio.
Vs, Vt e Vl vanno da 0 a 1.
La vulnerabilità umana è valutabile
dallintensità di un fenomeno franoso Tab.14 pag.99 e dalla velocità della corsa
della frana (se minore di 1 m/s non vi sono feriti).
Per la vulnerabilità dei beni immobili, si
può valutare il danno provocato da frane di diverso tipo ed intensità su edifici di
diverse caratteristiche tramite la tabella di pag.101.
Per valutare il rischio si può considerare:
il rischio
totale= pericolosità x
vulnerabilità x valore dellelemento a rischio
il danno
potenziale= esprimente il valore
degli elementi a rischio e richiede indicazioni sullintensità della frana e sulle
caratteristiche degli elementi a rischio. Il danno potenziale può essere riferito alla
vita umana (possibilità che produca morti o feriti) e danno potenziale in termini di
attività economiche.
Il rischio
specifico= grado di perdita come
conseguenza di una frana. Si basa solo sul fenomeno, stima le conseguenze
indipendentemente dal valore economico e dal numero degli elementi a rischio.
Definizione del rischio accettabile |
Si può definire un rischio accettabile che secondo Whitman è uguale a 10-2
eventi/anno. Secondo Fell un rischio accettabile è pari a
10-2 per danni alle cose e 10-3 per la vita umana. Nel caso
di pendii artificiali il rischio tollerato è pari a 10-5 .
In aree soggette ad un elevato rischio è
possibile:
¨ aumentare le soglie di rischio accettabile,
con installazione di segnaletica di allarme, uso di mezzi di comunicazione di massa; la
soglia di rischio consapevole è più alta della soglia di rischio involontario.
¨ Mitigare il rischio prevenendo le frane (con
opere di bonifica e sistemazione idrogeologica: iniezioni di cemento, tiranti, chiodature,
evacuazione di zone instabili, consolidamento di edifici, piani di emergenza e soccorso).